Vista l'ormai cronica situazione dello smaltimento rifiuti in campania, forse pochi hanno prestato attenzione alle dimissioni del Commissario di Governo Bertolaso e la sua sostituzione con Panza prefetto di Napoli ed amico personale del ministro Pecoraro Scanio. Volendo tradurre dal “Politichese” ai fatti concreti, significa che un servitore dello Stato senza partiti (Bertolaso) è stato fatto fuori per fare posto ad un uomo vicino alle posizioni di Pecoraro Scanio e Bassolino, proprio la gente che ci ha condotto in questa situazione ha ripreso nelle proprie mani la gestione dei rifiuti.
Questo potrebbe sembrare “normale”
dalle nostre parti dove nessuno paga mai le proprie malefatte।
E sembra che a noi “piccoli” le cose non debbano interessare, invece
noi cittadini abbiamo un motivo in più per preoccuparci.
A partire dal 1° gennaio 2008 saremo chiamati a pagarne il costo integrale del servizio raccolta rifiuti del proprio Comune. Questo significa che più gli amministratori locali sono incapaci di organizzare un efficiente sistema si smaltimento rifiuti, più il cittadino dei singolo comune pagherà la relativa tassa. Con il decreto-legge 11 maggio 2007 n. 61 i comuni campani sono chiamati a scaricare sulle spalle dei propri cittadini l'intero costo del servizio di smaltimento rifiuti, pena lo scioglimento del consiglio comunale. Insomma siamo alla farsa, non solo non abbiamo nessun servizio di smaltimento rifiuti in quanto la “monnezza” resta per strada, ma nel 2008 avremo un cospicuo aumento della tassa di smaltimento, perchè saremo costretti a pagare per intero tutte le inefficienze degli amministratori locali. Se nel comune non c'è un adeguato sistema di raccolta differenziata la monnezza che verrà riversata nelle pubbliche discariche sarà sempre maggiore e quindi maggiore sarà il costo della gestione e quindi maggiore la tassa che ci arriverà a casa la prossima estate. Ci conviene “marcare ad uomo” i singoli Ammministratori e dirgli apertamente di svegliarsi e fare un servizio di raccolta rifiuti adeguato ad un paese civile perchè nel 2008 non sarà solo un problema di salute, ma anche di portafoglio.
Si riporta l'art. 7 del decreto-legge11 Maggio 2007 n.61 decreto su cui il governo ha posto la fiducia per ottenerne l'approvazione.
DECRETO-LEGGE 11 Maggio 2007, n. 61 Interventi straordinari per superare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l'esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti. (GU n. 108 del 11-5-2007 )
Art. 7.
T a r i f f e
1. In deroga all'articolo 238 del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152, i comuni della regione Campania adottano immediatamente
le iniziative urgenti per assicurare che, a decorrere dal 1° gennaio
2008 e per un periodo di cinque anni, ai fini della tassa di
smaltimento dei rifiuti solidi urbani, siano applicate misure
tariffarie per garantire complessivamente la copertura integrale dei
costi di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti. Ai comuni
che non provvedono nei termini previsti si applicano le disposizioni
di cui all'articolo 141, comma 1, lettera a), del testo unico delle
leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n। 267.
DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2000, n. 267
Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali
Art. 141. Scioglimento e sospensione dei consigli comunali e provinciali
1. I consigli comunali e provinciali vengono sciolti con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno:
a) quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge, nonché per gravi motivi di ordine pubblico;
b) quando non possa essere assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi per le seguenti cause:
1) impedimento permanente, rimozione, decadenza, decesso del sindaco o del presidente della provincia;
2) dimissioni del sindaco o del presidente della provincia;
3) cessazione dalla carica per dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purché contemporaneamente presentati al protocollo dell'ente, della metà più uno dei membri assegnati, non computando a tal fine il sindaco o il presidente della provincia;
4) riduzione dell'organo assembleare per impossibilità di surroga alla metà dei componenti del consiglio;
c) quando non sia approvato nei termini il bilancio
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